CANCELLATO IL BACK OFFICE !!!

Con un semplice tratto di penna e poche parole, la Direzione ci ha comunicato che da aprile non esisterà più il BOC di Carispezia e che non è nemmeno previsto, come nelle altre banche del Gruppo, il mantenimento di un nucleo di colleghi che costituisca una valida interfaccia tra l’azienda esterna che appalterà il lavoro prima svolto dal BOC ed i colleghi di Carispezia.

Scompare così una struttura che era sopravissuta anche al passaggio di Carispezia in gruppi pesantemente accentratori, come  Cr Firenze ed Intesa, che, in nome di una necessaria riservatezza dell’operatività delle banche, avevano però preferito mantenere nell’ambito bancario le molte operazioni svolte dai back office.

Assolutamente incerto il destino dei 15 colleghi del BOC,  a cui si chiederà, dopo decenni di lavoro e spesso ad età non più propriamente verdi, di imparare, nel giro di poche settimane, un nuovo mestiere.

Unisin Falcri ha espresso nell’ incontro di ieri tutta la propria contrarietà ad un’operazione i cui vantaggi economici sono dubbi ed i cui inconvenienti sono invece sotto gli occhi di tutti.

Esternalizzare a società ed a lavoratori presumibilmente mal pagati  (sennò dove sta il guadagno?) e perciò in continua rotazione, attività così delicate e complesse come quelle normalmente svolte dal BOC, rischia di creare, ed ha già creato nel passato, enormi inconvenienti, prima di tutto a carico dei colleghi che affideranno le proprie operazioni a  quelle società.

Questa contrarietà era peraltro già stata espressa da Unisin Falcri Silcea al tavolo di Gruppo, dove per lo meno era stato garantito il mantenimento di un’ interfaccia aziendale, in Cariparma e Friuladria, perché di Carispezia non si era parlato, in grado di attenuare i disagi dell’esternalizzazione.

La cancellazione totale del BOC, unita alla notizia che dei 7 dirigenti presenti in azienda al 31 dicembre 2012, ben 5 erano in distacco da altre banche del gruppo, quindi per definizione non stabilmente integrati in Carispezia, oltre alla prolungata vacanza di alcuni incarichi assai delicati, come quello di responsabile dell’ex ufficio legale ed alla mancanza di notizie  sulla ipotizzata acquisizione delle filiali liguri di Cariparma, fanno a questo punto concretamente temere per la sopravvivenza di qualsiasi forma di autonomia per Carispezia.

Ad aggravare il quadro si aggiunge la totale cancellazione di ogni forma di contrattazione aziendale, prevista esplicitamente, per quanto riguarda i percorsi di carriera dall’accordo aziendale dell’11 ottobre 2012 e per quanto riguarda la mobilità dalla lettera a latere dell’accordo 20 dicembre 2012, entrambi respinti e non accettati da Unisin Falcri Silcea, ed entrambi sottoscritti senza obiezioni dagli altri sindacati.

La Falcri Carispezia ha comunque già attivato le procedure di confronto previste in caso di rilevanti innovazioni organizzative dall’ articolo 15 del CCNL, per tutelare in ogni modo i colleghi interessati dalla cancellazione del BOC.

Leggiamo che anche le altre Organizzazioni sindacali hanno sollevato problemi relativi al caos nato sulla autorizzazione dello straordinario, e sui trasferimenti selvaggi, nonché sul mancato adeguamento delle condizioni bancarie e sui percorsi di carriera che danneggiano i colleghi degli uffici interni ed, aggiungiamo noi, anche chi lavora nelle agenzie sotto gli 8 addetti.

Concordiamo senz’altro con le critiche avanzate, ed abbiamo chiesto un attento monitoraggio da parte dell’Azienda per verificare che vengano evitate prestazioni straordinarie non autorizzate e quindi non retribuite, che sarebbero totalmente illegali.

ABBIAMO INVECE QUALCHE PERPLESSITA’ SULLA COERENZA DI QUEI SINDACATI CHE HANNO FIRMATO SOLO 3 MESI FA UN ACCORDO IN CUI SI DICEVA CHE “I PERCORSI PROFESSIONALI SEGUIRANNO IL MEDESIMO SVILUPPO DI QUANTO SARA’ PREVISTO A LIVELLO DÌ GRUPPO”, E CHE SI ACCORGANO SOLO OGGI CHE I PERCORSI DI CARIPARMA DANNEGGIANO PESANTEMENTE MOLTISSIMI COLLEGHI ED HANNO POI FIRMATO UN MESE FA UN ALTRO ACCORDO CHE REGOLAMENTA LO STRAORDINARIO, SALVO ACCORGERSI SOLO  ORA DEL CAOS CHE NE E’ DERIVATO.

IN QUESTO CASO NON POSSIAMO DIRE “MEGLIO TARDI CHE MAI” PERCHE’ ORMAI IL DISASTRO E’ STATO FATTO, CON IL LORO CONSENSO E LA LORO FIRMA E SENZA AVER CONSULTATO I LAVORATORI, DI CUI SI RICORDANO SOLO ORA.

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