ORGANICI: I CONTI NON TORNANO

Continua in modo sistematico lo svuotamento della prima linea della Rete, ma i conti non tornano in modo allarmante.

Ai tagli agli organici ottenuti con la costituzione delle nuove agenzie fai da te, soprattutto dove coincidono con fusioni tra filiali, come ad Aulla o tra l’agenzia H e T, si aggiungono quelli legati alla costituzione dei Poli affari, che rimangono comunque oggetti misteriosi e piuttosto complicati, valutabili in una dozzina di colleghi gestori affari per ora non collocati definitivamente ed  infine anche i 15 che l’Azienda dichiara di poter recuperare con le tre chiusure e la dozzina di riduzione a recapiti.

Il conto dei tagli totali si avvicina così ad una quarantina di posti in organico in meno.

A fronte di questi tagli abbiamo le 15 uscite, tra aprile ed ottobre, verso il Fondo esuberi e forse una mezza dozzina di pensionamenti anticipati, ma le circa 5 assunzioni previste dall’accordo sul fondo riducono la sforbiciata totale a non più di 15 risorse in meno.

DOMANDA LOGICA ED INDISCRETA: DOVE COLLOCHERANNO I CIRCA 25 COLLEGHI CHE “AVANZANO”?

Dall’Azienda non arriva alcuna risposta, soprattutto non  arriva notizia di rafforzamenti di organici di filiali o di Gruppi di manovra, che pure sarebbero indispensabili.

Nei prossimi giorni proporremo di attivare la procedura per richiedere l’incontro semestrale sugli organici previsto dal CCNL, ma non siamo affatto certi di poter ottenere risposte esaustive in quella sede.

L’impressione che abbiamo è che nella  migliore delle  ipotesi l’Azienda abbia qualche progetto che non vuole per ora comunicare, e nella peggiore che in realtà si navighi a vista.

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Straodinari dei Quadri Direttivi

 

Potete leggere in allegato la lettera inviata alla Direzione perché si tenga conto, come previsto dal CCNL, del grande numero di ore di straordinario accumulate da moltissimi quadri direttivi.
La lettera doveva essere unitaria, ma per incomprensibili motivi, non tutte le organizzazioni sindacali hanno voluto firmarla.
Certi della giustezza e della correttezza della richiesta, abbiamo allora deciso di inviarla per nostro conto.

La segreteria FALCRI UNISIN Carispezia.

 

 

straordinari quadri direttivi

Leggi QUI il testo della lettera

 

 

 

 

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La telenovela del Fondo Esuberi

Giovedì scorso è andata in onda un’altra puntata della lunga telenovela del fondo esuberi, edizione 2016.

Dall’accordo sul Fondo era previsto un incontro “per un’analisi delle richieste di accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo”, che dopo un primo slittamento era stato fissato entro il 18 novembre.         

In realtà nel corso dell’incontro del 17 la delegazione aziendale di Gruppo ci ha fornito solo poche ed imprecise informazioni esclusivamente su chi dovrà andare effettivamente nel Fondo a decorrere dal 1° aprile, e nessun dato preciso invece su tutte le richieste di accesso presentate.

In pratica l’unica notizia precisa è che tutti i colleghi che accederanno al Fondo il 1° aprile usufruiscono della 104 o sono invalidi.

Questa reticenza ha effetti particolarmente pesanti per CARISPEZIA, dove la forbice tra richieste (56!!!) ed effettivo accesso al Fondo il 1 aprile (8!!!) è eccezionalmente ampia.

Così le affermazioni della delegazione sull’esaurimento di tutte le domande presentate da colleghi che hanno diritto alla 104, o che soffrono di pesanti invalidità, e sulla scarsezza di richieste da parte degli Assistenti alla Clientela (AC), riferite all’intero Gruppo, non si riesce a capire quanto siano valide anche per Carispezia.

Quello che è evidente, al di là delle affermazioni fatte anche in questo ultimo incontro, ossia che non ci sono disponibilità ad andare oltre i numeri previsti (ricordiamo le  15 uscite complessive per Carispezia), è che sono invece riconfermate le indicazioni di tagli pari a quasi 600 unità nella rete del Gruppo, che dovrebbe essere (forse) rimpolpata a fronte della conquista  di 300 mila nuovi clienti.

Dichiarazioni gravi e poco veritiere, considerato che esplicitano la convinzione della Direzione che a bocce ferme, con gli attuali 1 milione e settecento mila clienti, basterebbero 600 colleghi in meno per mandare avanti  la rete.

Per ora non ci sono state risposte forti ed univoche da parte del sindacato su questa prospettiva, il che ci preoccupa non poco.

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UN PMT LACRIME E SANGUE

UN PIANO A MEDIO TERMINE CHE APPARE CARATTERIZZATO DA TAGLI AGLI ORGANICI, RICARICHI DI LAVORO SU CHI RIMANE.

Il piano a medio termine, ora che ci è stato almeno in parte illustrato, ci appare sempre di più, pur tra mille cortine fumogene e tante belle parole,(AMBIZIONE STRATEGICA 2020) come orientato prevalentemente ad un drastico taglio del personale nelle agenzie, anche a costo di qualche disagio alla clientela.

La Delegazione di Gruppo di parte aziendale continua a ripetere ad ogni  nostra  obiezione (nostra soprattutto di UNISIN, perché gli altri si sentono poco e niente…)  come un mantra la frase “c’è un continuo calo dell’operatività in filiale”.

C’è naturalmente un fondo di verità in questa affermazione, come tutti possiamo constatare, ma anche molta esagerazione e soprattutto molto di pretestuoso per giustificare ogni taglio, infatti il passaggio dell’operatività della  clientela ad altri canali come l’home banking o gli ATM più o meno evoluti, c’è, anche se  spesso è forzato, come accade nelle filiali fai da te e peggio ancora in quelle commerciali, ma è in realtà molto lento, con parecchi ritorni, e soprattutto è spessissimo mediato dai colleghi, che accompagnano ancora molti clienti nelle operazioni agli ATM, compilano bonifici e f24 e bollette varie da inserire nei chioschi multimediali, e danno consulenze e consigli ai clienti in quelle che statisticamente per l’Azienda risultano  operazioni non più di sportello.

In pratica gli assistenti alla clientela e molti gestori devono ancora seguire molti clienti, ufficialmente “autonomi”.

In effetti la filosofia di questo piano sta portando all’impoverimento, quantitativo e qualitativo, delle filiali che vedono scomparire cassieri, gestori privati esternalizzati, gestori affari o tagliati o spediti nei  poli affari.

Il risultato complessivo di questa operazione è che nel Gruppo i gestori affari sono destinati a scendere di quasi 150 unità, compresi quelli che sono finiti o finiranno nei poli e gli assistenti alla clientela caleranno di oltre 400 unità, caricandosi nel frattempo i portafogli di oltre 300 mila clienti.

In questa luce l’esodo di circa 400 colleghi, tra pensionamenti incentivati  e uscite verso il fondo, che secondo le dichiarazioni di Maioli, dovrebbe essere compensato da entrate intorno alle 600 unità, appare sempre più come uno specchietto per le allodole finalizzato a celare un drastico taglio finale molto più ampio, destinato a svuotare drasticamente soprattutto le filiali.

Se questo è l’obbiettivo, non giustificato neppure da problemi di bilancio, evidentemente non possiamo essere d’accordo, e ci auguriamo di non essere soli a non condividere questa scelta di politica aziendale.

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SERVONO ANCORA I BANCARI?

A sentir Renzi sembra di no, ma nonostante le cifre ufficiali del Piano Industriale a Medio termine del gruppo Cariparma, che sparano incrementi complessivi di 200 dipendenti, tra uscite e nuove entrate, neppure i nostri massimi dirigenti pare non sappiano più che farsene di tenere gente in filiale.
Quello che vediamo ogni giorno nelle agenzie è chiaro: si taglia dove nascono le agenzie FAI DA TE, non si sostituiscono maternità ed in generale lunghe assenze, si estraggono i gestori privati per farli andare a casa dei clienti, gestori affari per chiuderli in poli affari di cui a fatica si riesce capire il senso, si cerca di mandare nel fondo i cassieri per primi.
Se si guarda a fondo le cifre del PMT, si scopre che per ora, a fronte di circa 430 uscite, soprattutto di cassieri,  tra prepensionamenti e fondo si prevedono appena 100 entrate.

Come dice Renzi e molti banchieri, i clienti si tengono sempre più lontani dalle agenzie ed è quindi assurdo e costoso tenere tanta gente in agenzia!

Noi non abbiamo sfere di cristallo per il futuro, ma INTANTO OGGI, LA MAGGIOR PARTE DELLE NOSTRE FILIALI NELLA MAGGIOR PARTE DEI GIORNI DELLA SETTIMANA E DEL MESE, STRABOCCANO DI CLIENTELA, IN COSTANTE FILA DAVANTI A CASSE, AGLI UFFICI DEI GESTORI, ALLE POSTAZIONI DELL’ACCOGLIENZA.
E la stessa Azienda SEMBRA VEDERLA COSI’ INFATTI:

  • OPPONE STRENUA RESISTENZA DI FRONTE ANCHE ALLE PIU’ MOTIVATE RICHIESTE DI PART TIME,
  • ALLUNGA L’ APERURA DELLO SPORTELLO NELLA SEDE CENTRALE,
  • SI RIFIUTA DI ACCORCIARE GLI ORARI DI APERTURA DELLE AGENZIE FAI DA TE, NELLE QUALI QUADRARE E CONTROLLARE GLI ATM EVOLUTI (????!!!!!) NEI 55 MINUTI PREVISTI E’ SOSTANZIALMENTE IMPOSSIBILE.

E ALLORA?

Al di là di tutti i vuoti discorsi sulla multicanalità e sui giovani che non verrebbero più in agenzia, lo scopo di tutta la strategia aziendale e di Gruppo, è di spremere al massimo i colleghi della rete, scaricando su sempre meno persone, carichi di lavoro sempre più onerosi, massimizzando i guadagni a spese dei tempi di vita e della salute dei colleghi, sempre più sfruttati per poter sfoggiare bilanci sempre più brillanti.
Eppure la crisi di alcune banche non nasce certo da un costo del lavoro fermo da anni, ma dalle scelte demenziali di alcuni gruppi dirigenti, che oltre premiare oltre misura dirigenti neanche capaci di capire i rischi di un derivato, hanno acquisito a costi pazzeschi banche e sportelli, nonché finanziato aziende decotte, ma di proprietà di amici e sodali politici.

Come sindacato è nostro preciso compito chiedere il mantenimento, ed ove necessario, l’incremento, di organici ormai sotto ogni esigenza reale, cominciando intanto a tappare i buchi più rilevanti, dove qualche collega per le più varie ragioni, si debba assentare per tempi a volte anche lunghissimi.

Attendiamo nei prossimi giorni risposte coerenti ed efficaci dall’Azienda,
altrimenti dovremo muoversi su tutti i fronti praticabili.

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IL FONDO SI FA…

…ma dall’incontro con il CEO Maioli abbiamo avuto pochi particolari sul come.

Infatti, con una tecnica più propria all’arte dello strip tease, che alle relazioni sindacali, e’ proseguito un percorso ormai lungo 5 mesi di cose mostrate e non mostrate, o magari solo fatte trasparire, sulla pur importante questione di Fondo esuberi e organici.

Da quanto siamo riusciti a sapere in questa puntata, saranno circa 300 o 400 i colleghi interessati, nessuno sarà obbligato ad andarsene ed a fronte ci saranno da 400 a 600 assunzioni.

Notizie per lo più positive, se non si tiene conto che le uscite saranno presumibilmente distribuite  proporzionalmente sugli organici di filiali ed uffici interni, mentre le assunzioni riguarderanno soprattutto gli uffici interni (circa 100 colleghi specializzati presi in particolare dalle Facoltà di ingegneria informatica) e i cosiddetti “gestori fuori sede” (circa 150 destinati a lavorare prevalentemente a domicilio dei clienti), a cui se ne aggiungeranno circa altrettanti presi dalle filiali.

Insomma dobbiamo aspettarci di trovare ancora più sguarnite le nostre filiali, anche se una cinquantina verranno chiuse o accorpate.

Alla prossima puntata speriamo di potervi rivelare le precise modalità del Fondo come: decorrenza, lunghezza (escluso solo l’utilizzo dell’allungamento a 7 anni consentito recentemente dal Governo) ed eventuale spalmamento dell’entrata su più anni.

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CHI INCENTIVA L’ INCENTIVO?

Ora che stanno per arrivare gli incentivi per il 2015 e che ci è stata presentata la proposta aziendale per il sistema 2016, crediamo che sia il momento di aprire una riflessione su questo strumento, a nostro avviso ormai abusato ed inefficace per il suo scopo (quando non proprio pericoloso).

La prassi ormai consolidata che vede le sigle sindacali rifiutare la propria firma al progetto aziendale, ha finito per ottenere due pessimi risultati: intanto tranquillizzare la coscienza del sindacato, e poi lasciare all’Azienda totale mano libera nel decidere le modalità di assegnazione degli incentivi.

Questo ha portato ad un sistema altamente complesso e parcellizzato che premia, o più spesso non premia, il raggiungimento di una pletora di obbiettivi, venendo meno, nei fatti al criterio di trasparenza previsto dal CCNL, tanto che molte filiali non sono in grado di capire se hanno raggiunto o meno l’obbiettivo fino alla comunicazione ufficiale.

Aggiungiamo che l’Azienda varia gli obbiettivi anche negli ultimi mesi dell’anno e che non tiene in alcun conto la situazione ambientale in cui opera la filiale, per cui il raggiungimento degli obbiettivi appare spesso casuale quanto azzeccare un terno al lotto.

NOI CREDIAMO, SENZA ESCLUDERE UNO O PIU’ OBBIETTIVI SPECIFICI, CHE IL VERO TRAGUARDO DA RAGGIUNGERE PER UNA FILIALE DOVREBBE ESSERE QUELLO DI PRODURRE UN UTILE PER L’AZIENDA,  MOVENDOSI CON UNA CERTA AUTONOMIA SULLA SCELTA DEI PRODOTTI DA SPINGERE, TENENDO CONTO DELLA EFFETTIVA SITUAZIONE AMBIENTALE IN CUI OPERA.

Nell’attuale situazione ci sono filiali che non potranno mai raggiungere i budget ed altre che lo raggiungono casualmente in un anno particolarmente fortunato.

QUESTA ESTREMA IMPONDERABILITÀ NON E’ UTILE A NESSUNO, PERCHÉ UNA FILIALE GIA’ CERTA A INIZIO D’ANNO DI NON POTER RAGGIUNGERE UNO DEGLI OBBIETTIVI, OGGETTIVAMENTE FUORI DALLA PROPRIA PORTATA, IN QUESTO O IN QUEL SETTORE, NON AVRA’ STIMOLI PER RAGGIUNGERE GLI OBBIETTIVI IN ALTRI SETTORI PIU’ CONSONI ALLA SUA SITUAZIONE.

Questo sistema rende anche più pericoloso il lavoro del singolo collega che si sente spinto a forzare qualche corretta indicazione di prudenza, per arrivare comunque al budget.

NOI CREDIAMO CHE IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEL SISTEMA 2015, QUALCOSA IL SINDACATO UNITARIAMENTE DOVREBBE DIRE, ANCHE AL DI LA’ DEL SEMPLICE DETTATO CONTRATTUALE, PER GARANTIRE  MAGGIORMENTE IL LAVORO DEI COLLEGHI E PER RIPORTARE IL SISTEMA INCENTIVANTE AI SUOI OBBIETTIVI ORIGINALI PRIMA DI DOVER VEDERE COLLEGHI PRESI DI MIRA DA QUALCHE TRASMISSIONE TELEVISIVA O PEGGIO DA QUALCHE AUTORITA’ DÌ CONTROLLO.

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