La telenovela del Fondo Esuberi

Giovedì scorso è andata in onda un’altra puntata della lunga telenovela del fondo esuberi, edizione 2016.

Dall’accordo sul Fondo era previsto un incontro “per un’analisi delle richieste di accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo”, che dopo un primo slittamento era stato fissato entro il 18 novembre.         

In realtà nel corso dell’incontro del 17 la delegazione aziendale di Gruppo ci ha fornito solo poche ed imprecise informazioni esclusivamente su chi dovrà andare effettivamente nel Fondo a decorrere dal 1° aprile, e nessun dato preciso invece su tutte le richieste di accesso presentate.

In pratica l’unica notizia precisa è che tutti i colleghi che accederanno al Fondo il 1° aprile usufruiscono della 104 o sono invalidi.

Questa reticenza ha effetti particolarmente pesanti per CARISPEZIA, dove la forbice tra richieste (56!!!) ed effettivo accesso al Fondo il 1 aprile (8!!!) è eccezionalmente ampia.

Così le affermazioni della delegazione sull’esaurimento di tutte le domande presentate da colleghi che hanno diritto alla 104, o che soffrono di pesanti invalidità, e sulla scarsezza di richieste da parte degli Assistenti alla Clientela (AC), riferite all’intero Gruppo, non si riesce a capire quanto siano valide anche per Carispezia.

Quello che è evidente, al di là delle affermazioni fatte anche in questo ultimo incontro, ossia che non ci sono disponibilità ad andare oltre i numeri previsti (ricordiamo le  15 uscite complessive per Carispezia), è che sono invece riconfermate le indicazioni di tagli pari a quasi 600 unità nella rete del Gruppo, che dovrebbe essere (forse) rimpolpata a fronte della conquista  di 300 mila nuovi clienti.

Dichiarazioni gravi e poco veritiere, considerato che esplicitano la convinzione della Direzione che a bocce ferme, con gli attuali 1 milione e settecento mila clienti, basterebbero 600 colleghi in meno per mandare avanti  la rete.

Per ora non ci sono state risposte forti ed univoche da parte del sindacato su questa prospettiva, il che ci preoccupa non poco.

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