Su BOC trattativa debolissima

Nell‘ incontro di ieri sulla chiusura del Back Office Centralizzato sono arrivate  solo cattive notizie.

L’ Azienda ha respinto, senza dare alcuna motivazione, la nostra obiezione sul loro rifiuto di aprire una procedura per rilevanti  modifiche organizzative per quanto riguarda la scelta di smobilitare il BOC, e quindi  invieremo alla nostra Segreteria nazionale una segnalazione di palese violazione contrattuale da inoltrare all’ABI sulla base del’articolo 27 CCNL 8/12/2007, per ottenere su questo argomento un incontro tra le parti in sede nazionale.

Questo non solo per tutelare i colleghi direttamente coinvolti in questa occasione, ma per chiarire una volta per tutte cosa si intende per “RILEVANTI RISTRUTTURAZIONI” ED EVITARE CHE ALTRI POSSIBILI ULTERIORI FUTURI TERREMOTI DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELLA BANCA, PASSINO PER SEMPLICI ED ININFLUENTI AGGIUSTAMENTI, NON SUBORDINATI AD ALCUNA TRATTATIVA.

Nel merito l’Azienda ha ribadito la sua decisione di cancellare totalmente il BOC, in nome di presunti risparmi, ed ha dato ai colleghi interessati ben poche alternative: in pratica la scelta tra entrare nella Task force che proseguirà anche quest’anno nell’ adeguata verifica delle posizioni anagrafiche, o andare direttamente in una cassa.

Se si considerano i percorsi professionali, le esperienze maturate e le età anagrafiche della maggior parte dei colleghi coinvolti, per molti di loro si tratta di intraprendere un nuovo mestiere a pochi anni dalla pensione. Ci  pare proprio che l’Azienda non si preoccupi affatto di utilizzare al meglio colleghi di provata esperienza.

Ci rivedremo entro metà marzo, ma abbiamo pochissima fiducia che in quella sede l’ Azienda dia risposte accettabili alle nostre obiezioni.

STRAORDINARIO: UN ABISSO TRA DICHIARAZIONI UFFICIALI E REALTA’ EFFETTIVA

Ci segnalano da più parti che l’attuale disciplina della concessione dell’autorizzazione per il lavoro straordinario, si sta rapidamente trasformando, almeno in parte, non in una riduzione delle ore effettive di straordinario (riduzione peraltro in alcuni casi assolutamente incompatibile con le esigenze di filiali sempre più strangolate dai tagli all’organico), ma IN UNA MERA RIDUZIONE SOLO DELLE ORE DI STRAORDINARIO EFFETTIVAMENTE RETRIBUITO.

OSSIA LO STRAORDINARIO, MAGARI UN PO’ MENO DI PRIMA, SI  CONTINUA A FARLO, MA SPARISCE DALLE STATISTICHE E DALLE RETRIBUZIONI SEMPLICEMENTE PERCHE’ NON LO SI AUTORIZZA PIU’.

L’AZIENDA HA PIU’ VOLTE DICHIARATO, SIA A NOI CHE AI DIRETTORI DI FILIALE, CHE NON E’ ACCETTABILE, E NEPPURE LEGALE, EFFETTUARE STRAORDINARIO NON AUTORIZZATO.

RIMANE DA CAPIRE ALLORA, NEL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITA’, SU CHI RICADA EFFETTIVAMENTE L’ONERE DI AUTORIZZARE O MENO LO STRAORDINARIO.

L’AZIENDA DICHIARA CHE L’AUTORIZZAZIONE, QUANDO E’ RICHIESTA DAI DIRETTORI, VIENE QUASI SEMPRE CONCESSA, I DIRETTORI DICONO L’ESATTO CONTRARIO, E INTANTO I COLLEGHI MACINANO ORE E ORE DI STRAORDINARIO SENZA RICEVERE ALCUN COMPENSO, NE’ IN TERMINI DI ACCUMULO IN BANCA ORE NE’ IN TERMINI DI RETRIBUZIONE E NON SANNO NEMMENO CON CHI DEVONO  PRENDERSELA.

SI SAPPIA CHE IL  SINDACATO (DI CERTO ALMENO LA FALCRI) NON PUO’ TOLLERARE ULTERIORMENTE UN SIMILE ANDAZZO, E CHE, SE CONTINUERA’ COSI’, SARANNO CHIAMATE LE  AUTORITA’ DI VIGILANZA COMPETENTI A STABILIRE CHI HA MANCATO.

UN’ UNICA BUONA  NOTIZIA: I COLLEGHI CHE AVEVANO GIA’ INIZIATO AL 31 DICEMBRE 2012 AD ACCUMULARE ANZIANITA’ NEL RUOLO, IN VISTA DI  UN PASSAGGIO DI LIVELLO PREVISTO DAI PRECEDENTI PERCORSI DI CARRIERA, RICEVERANNO LA PROMOZIONE AL RAGGIUNGIMENTO DEL NUMERO DI MESI PREVISTO NEL VECCHIO ACCORDO.

PS. VEDIAMO CON PIACERE CHE ANCHE GLI ALTRI SINDACATI STANNO PONENDO IL PROBLEMA DELLE CARENZE DI ORGANICO E DELLE MANCATE SOSTITUZIONI. CI ATTENDIAMO QUINDI UNA FORTE INIZIATIVA QUALORA L’AZIENDA NON PROCEDA RAPIDAMENTE A NUOVE ASSUNZIONI.

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La strategia del “meno uno”

…CHE IN QUALCHE CASO DIVENTA ANCHE MENO DUE!

LA NUOVA STRATEGIA DI CARISPEZIA SEMBRA ESSERE QUELLA ANTICIPATA NEL TITOLO: SE UNA FILIALE O UN UFFICIO FUNZIONA CON UN CERTO ORGANICO, PROVIAMO A TOGLIERNE UNO E VEDIAMO CHE SUCCEDE.

SONO ORMAI MOLTISSIME LE AGENZIE DOVE LA STRATEGIA DEL “MENO UNO” E’ STATA APPLICATA: DI SOLITO SPARISCE UN CASSIERE (PARDON UN ASSISTENTE ALLA CLIENTELA…) OPPURE UN GESTORE, SOPRATTUTTO, MA NON SOLO, FAMIGLIE.

RISULTATO: UN BOX O UNA SCRIVANIA RIMANGONO DESOLATAMENTE VUOTI, E TUTTO IL CARICO DEL LAVORO VA A FINIRE SULLE SPALLE DEI SUPERSTITI.

SPESSO IL “MENO UNO” DIPENDE DA UN COLLEGA CHE SI ASSENTA PIU’ O MENO  A LUNGO E NON VIENE SISTEMATICAMENTE SOSTITUITO, MA CI SONO ANCHE CASI DI  VERI E PROPRI RIDIMENSIONAMENTI  DEFINITIVI DELL’ORGANICO.

LA STRATEGIA DEL “MENO UNO” SEMBRA TRARRE SPUNTO DALLA TROVATA GENIALE DI QUEL CONTADINO CHE OGNI GIORNO RIDUCEVA DI UN POCHINO LA BIADA AL PROPRIO ASINO, IL QUALE, PURTROPPO, QUANDO ORMAI LA BIADA ERA STATA QUASI AZZERATA ED IL RISPARMIO ERA ARRIVATO AL MASSIMO, DECISE DÌ MORIRE, NON CASUALMENTE,  DI  FAME.

NELLE FILIALI COLPITE DAL “MENO UNO” LE FILE SONO OVVIAMENTE SEMPRE PIU’ LUNGHE, I COLLEGHI SEMPRE PIU’ STRESSATI, GLI ORARI SEMPRE MENO RISPETTATI.

SICCOME POI L’AZIENDA PRETENDE COMUNQUE IL RAGGIUNGIMENTO DEI VARI BUDGET, CI CHIEDIAMO QUALI SIANO GLI OBBIETTIVI VERI DELLA STRATEGIA DEL “MENO UNO”.

L’AZIENDA NON CI HA INFATTI MAI COMUNICATO CON QUALI CRITERI STABILISCE L’ORGANICO OTTIMALE DI FILIALI ED UFFICI, E L’ ULTIMA SEMESTRALE SI E’ RIVELATA UNA SEMPLICE RASSEGNA DI DATI, MENTRE NESSUNA RISPOSTA E’ ARRIVATA SU COME TAMPONARE I BUCHI ALL’ORGANICO CHE GIA’ CI SONO E CHE CRESCERANNO ENTRO FINE ANNO CON L’ESODO DI UNA QUINDICINA DI COLLEGHI .

SE POI QUALCUNO PENSA DÌ RIMEDIARE ALLE CARENZE DI ORGANICO NELLA RETE RICICLANDO I COLLEGHI DEL BOC, RICORDIAMO DI NUOVO CHE SI TRATTA DÌ COLLEGHI CHE HANNO MATURATO LUNGHE ESPERIENZE NEGLI UFFICI INTERNI, ED A CUI SARA’ DIFFICILE CHIEDERE DI IMPARARE UN NUOVO MESTIERE A POCHI ANNI DALLA PENSIONE.

E COMUNQUE QUESTI COLLEGHI SONO COMUNQUE TROPPO POCHI DÌ FRONTE ALLE ESIGENZE DI ORGANICO DELLA RETE, CHE SONO GIA’ PESANTISSIME  ORA.

SE POI SI E DECISO CHE L’ASINO, PARDON  IL COLLEGA, POSSA MORIRE PER TROPPO STRESS E/O CARICO DI LAVORO,  IL SINDACATO NON STARA’ CERTO AD ASSISTERE CON LE MANI IN MANO.

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IL BOC E’ IRRILEVANTE?!?

Dopo che la Direzione ci aveva annunciato in pochi minuti la sparizione di un ufficio di 15 addetti,  la Falcri, ed  a quanto risulta anche tutti gli altri  sindacati, avevano  chiesto l’apertura della  procedura prevista dal CCNL per le RILEVANTI RISTRUTTURAZIONI.

Questa procedura è comunque una forma di cosiddetta “CONTRATTAZIONE DEBOLE” regalataci dal famigerato Contratto del 1999, per cui si danno alle parti 45 giorni per trovare un accordo che tuteli i lavoratori coinvolti nella ristrutturazione. In questi 45 giorni scatta una moratoria per cui le parti non assumono nessuna iniziativa  E TERMINATI I 45 GIORNI, SE NON SI TROVA UN ACCORDO, L’AZIENDA HA COMUNQUE PIENA LIBERTA’ DI PROCEDERE.

Ma a Carispezia evidentemente non bastava neppure una norma che, in definitiva, sia pure dopo 45 giorni, le consente di fare come le pare.

…E COSI’ L’AZIENDA HA AFFERMATO CHE IL BOC,  IL PIU’ GRANDE UFFICIO DELLA DIREZIONE,  CHE OGGI DA SOLO OCCUPA QUASI IL 20% Di TUTTO IL PERSONALE CHE LAVORA NEL PALAZZO, ERA IRRILEVANTE E CHE ALTRETTANTO IRRILEVANTE ERA IL DESTINO LAVORATIVO DEI 15 COLLEGHI CHE CI LAVORANO…

DI CONSEGUENZA HA RESPINTO LA NOSTRA RICHIESTA DI APRIRE LA PROCEDURA SULLE RISTRUTTURAZIONE RILEVANTI E CI HA INVECE IMPOSTO LA PROCEDURA, MOLTO PIU’ DEBOLE, CHE RIGUARDA LA CESSIONI DI ATTIVITA’ IN APPALTO, COME SE INVECE DEL PIU’ GRANDE UFFICIO DELLA DIREZIONE, FOSSERO  IN DISCUSSIONE LE PULIZIE O LA MANUTENZIONE DEL RISCALDAMENTO.

COSI’ SARANNO SOLO 10 I GIORNI IN CUI SI POTRA’ EVENTUALMENTE, E SOLO EVENTUALMENTE, DISCUTERE DEL DESTINO DEI NOSTRI COLLEGHI, E POI GIA’ DA LUNEDI’ PROSSIMO L’AZIENDA POTRA’ COMINCIARE A SPOSTARE COLLEGHI ED ATTIVITA’.

LA FALCRI HA INVIATO IMMEDIATAMENTE UNA LETTERA DI CONTESTAZIONE ALL’AZIENDA ED ALL’ABI  IPOTIZZANDO LA VIOLAZIONE DELLA NORMATIVA,  ED E’ BEN DECISA A IMPUGNARE  QUESTA DECISIONE IN TUTTE LE SEDI COMPETENTI.

A QUESTO  PUNTO DOVRA’ ESSERE CARISPEZIA A DIMOSTRARE CHE LA SPARIZIONE DEL  PIU’ GRANDE UFFICIO DELLA DIREZIONE HA RICADUTE  DEL TUTTO IRRILEVANTI SUL PERSONALE .

RIMANE UNA GRANDISSIMA PREOCCUPAZIONE PER UN AZIENDA CHE FA E DISFA UFFICI IN POCHE ORE, E SENZA NESSUNA PREOCCUPAZIONE PER I PROPRI DIPENDENTI COINVOLTI.

DOPO DI CHE INVIA A TUTTI I COLLEGHI UN QUESTIONARIO  SUL CLIMA INTERNO.

LO POSSIAMO GIA’ ANTICIPARE NOI QUAL’ E’ IL CLIMA: BURRASCOSO!

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CANCELLATO IL BACK OFFICE !!!

Con un semplice tratto di penna e poche parole, la Direzione ci ha comunicato che da aprile non esisterà più il BOC di Carispezia e che non è nemmeno previsto, come nelle altre banche del Gruppo, il mantenimento di un nucleo di colleghi che costituisca una valida interfaccia tra l’azienda esterna che appalterà il lavoro prima svolto dal BOC ed i colleghi di Carispezia.

Scompare così una struttura che era sopravissuta anche al passaggio di Carispezia in gruppi pesantemente accentratori, come  Cr Firenze ed Intesa, che, in nome di una necessaria riservatezza dell’operatività delle banche, avevano però preferito mantenere nell’ambito bancario le molte operazioni svolte dai back office.

Assolutamente incerto il destino dei 15 colleghi del BOC,  a cui si chiederà, dopo decenni di lavoro e spesso ad età non più propriamente verdi, di imparare, nel giro di poche settimane, un nuovo mestiere.

Unisin Falcri ha espresso nell’ incontro di ieri tutta la propria contrarietà ad un’operazione i cui vantaggi economici sono dubbi ed i cui inconvenienti sono invece sotto gli occhi di tutti.

Esternalizzare a società ed a lavoratori presumibilmente mal pagati  (sennò dove sta il guadagno?) e perciò in continua rotazione, attività così delicate e complesse come quelle normalmente svolte dal BOC, rischia di creare, ed ha già creato nel passato, enormi inconvenienti, prima di tutto a carico dei colleghi che affideranno le proprie operazioni a  quelle società.

Questa contrarietà era peraltro già stata espressa da Unisin Falcri Silcea al tavolo di Gruppo, dove per lo meno era stato garantito il mantenimento di un’ interfaccia aziendale, in Cariparma e Friuladria, perché di Carispezia non si era parlato, in grado di attenuare i disagi dell’esternalizzazione.

La cancellazione totale del BOC, unita alla notizia che dei 7 dirigenti presenti in azienda al 31 dicembre 2012, ben 5 erano in distacco da altre banche del gruppo, quindi per definizione non stabilmente integrati in Carispezia, oltre alla prolungata vacanza di alcuni incarichi assai delicati, come quello di responsabile dell’ex ufficio legale ed alla mancanza di notizie  sulla ipotizzata acquisizione delle filiali liguri di Cariparma, fanno a questo punto concretamente temere per la sopravvivenza di qualsiasi forma di autonomia per Carispezia.

Ad aggravare il quadro si aggiunge la totale cancellazione di ogni forma di contrattazione aziendale, prevista esplicitamente, per quanto riguarda i percorsi di carriera dall’accordo aziendale dell’11 ottobre 2012 e per quanto riguarda la mobilità dalla lettera a latere dell’accordo 20 dicembre 2012, entrambi respinti e non accettati da Unisin Falcri Silcea, ed entrambi sottoscritti senza obiezioni dagli altri sindacati.

La Falcri Carispezia ha comunque già attivato le procedure di confronto previste in caso di rilevanti innovazioni organizzative dall’ articolo 15 del CCNL, per tutelare in ogni modo i colleghi interessati dalla cancellazione del BOC.

Leggiamo che anche le altre Organizzazioni sindacali hanno sollevato problemi relativi al caos nato sulla autorizzazione dello straordinario, e sui trasferimenti selvaggi, nonché sul mancato adeguamento delle condizioni bancarie e sui percorsi di carriera che danneggiano i colleghi degli uffici interni ed, aggiungiamo noi, anche chi lavora nelle agenzie sotto gli 8 addetti.

Concordiamo senz’altro con le critiche avanzate, ed abbiamo chiesto un attento monitoraggio da parte dell’Azienda per verificare che vengano evitate prestazioni straordinarie non autorizzate e quindi non retribuite, che sarebbero totalmente illegali.

ABBIAMO INVECE QUALCHE PERPLESSITA’ SULLA COERENZA DI QUEI SINDACATI CHE HANNO FIRMATO SOLO 3 MESI FA UN ACCORDO IN CUI SI DICEVA CHE “I PERCORSI PROFESSIONALI SEGUIRANNO IL MEDESIMO SVILUPPO DI QUANTO SARA’ PREVISTO A LIVELLO DÌ GRUPPO”, E CHE SI ACCORGANO SOLO OGGI CHE I PERCORSI DI CARIPARMA DANNEGGIANO PESANTEMENTE MOLTISSIMI COLLEGHI ED HANNO POI FIRMATO UN MESE FA UN ALTRO ACCORDO CHE REGOLAMENTA LO STRAORDINARIO, SALVO ACCORGERSI SOLO  ORA DEL CAOS CHE NE E’ DERIVATO.

IN QUESTO CASO NON POSSIAMO DIRE “MEGLIO TARDI CHE MAI” PERCHE’ ORMAI IL DISASTRO E’ STATO FATTO, CON IL LORO CONSENSO E LA LORO FIRMA E SENZA AVER CONSULTATO I LAVORATORI, DI CUI SI RICORDANO SOLO ORA.

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MOSER: INQUIETANTE PROSPETTIVA…

IL NUOVO MODELLO DI SERVIZIO IPOTIZZA UNA BANCA SENZA CASSIERI, MA CON TANTI SUPERVISORI COMMERCIALI.

…UN PO’ COME NELLA FAMOSA STORIELLA DELLA CANOA ITALIANA CON QUATTRO CAPITANI, DUE SUPERVISORI, UN CAPO SUPERVISORE ED UN SOLO REMATORE, CHE ALLA FINE VIENE LICENZIATO…

Negli ultimi incontri è stato illustrato al sindacato il nuovo MOSER (modello di sviluppo) che il Gruppo comincerà a sperimentare dai prossimi mesi, con l’intenzione di estenderlo poi all’intero gruppo:

queste le principali novità:

MANAGER COMMERCIALI: le agenzie dipendenti da ciascuna Direzione territoriale verranno divise in gruppi costituiti da 5/6 agenzie nelle zone extra urbane, 8/10 nelle zone urbane, a cui verranno preposti come supervisori commerciali le nuove figure dei MANAGER COMMERCIALI. Nei gruppi extra urbani il Manager coinciderà con il direttore della filiale capofila del gruppo, nei gruppi urbani sarà una figura diversa ed esterna rispetto ai direttori.

Il ruolo dei manager commerciali sarà quello di costituire un’interfaccia con le direzioni commerciali delle Aree. In pratica per tutte le questioni di natura commerciale ci si rivolgerà ai manager e non più ai responsabili commerciali di area, e viceversa, ogni manager sarà direttamente responsabile del suo gruppo.

AGENZIE SENZA CASSE:  Un certo numero di agenzie, forse la gran parte, dovrebbero fare a meno delle casse.

In pratica nelle filiali senza cassieri sarà presente un numero consistente di ATM evoluti in grado di accettare anche versamenti, e una buca, analoga ad una cassa continua, dove depositare i versamenti in assegni.

Uno o più addetti all’accoglienza, indirizzeranno i clienti alle diverse funzioni automatiche.

Casse nascoste si occuperanno di contabilizzare i versamenti nelle buche e controllare quelli effettuati negli ATM, oltre che delle operazioni per contanti dei non clienti.

LA SPERIMENTAZIONE PER ORA RIGUARDERA’ SOLO ALCUNE AGENZIE DI CARIPARMA, MA DOVREBBE ESSERE POI ESTESA ALL’INTERO GRUPPO.

NON POSSIAMO NON ESPRIMERE AL NOSTRA PREOCCUPAZIONE PER LE POSSIBILI RICADUTE SUL PERSONALE, IN TERMINI DI RIDUZIONE DEGLI ORGANICI, DI PREVEDIBILI SOVRACCARICHI DI LAVORO E DI CADUTA DI PROFESSIONALITA’ PER I CASSIERI “NASCOSTI”, OLTRE CHE PER IL VENIR MENO DEL CONTATTO DIRETTO TRA GRAN PARTE DELLA CLIENTELA E IL PERSONALE DELLA BANCA, CON CONSEGUENZE IN TERMINI DI FIDELIZZAZIONE CHE POTREBBERO ESSERE IMPREVEDIBILI.

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