La beffa…. e il danno

Nell’ultimo incontro con la Delegazione aziendale di Gruppo è emersa la richiesta della controparte di aumentare i chilometri oltre i quali un trasferimento deve essere accettato dal collega.

In altri termini secondo la proposta del Gruppo un lavoratore appartenente alle aree professionali  potrebbe essere trasferito in una destinazione lontana fino a 70 chilometri senza  il suo consenso ed un quadro di 1 o da 2 fino ad 90 kilometri senza che si possa opporre.

Inoltre per i lavoratori con meno di 15 anni di anzianità, secondo la proposta del Gruppo, non ci sarebbe più nessuna limitazione ai trasferimenti.

Insomma una proposta che cancellerebbe persino le pochissime garanzie conservate nell’accordo con Carispezia dell’11 ottobre scorso, firmato solo dai confederali.

UN ULTERIORE GRAVISSIMO PASSO INDIETRO RISPETTO ALLE GARANZIE  CHE AVEVAMO FINO AL 1° OTTOBRE SCORSO E PERSINO RISPETTO AL MODESTISSIMO ACCORDO DI POCHE SETTIMANE FA.

UNA PROPOSTA CHE APPARE COME UNA VERA BEFFA, AI DANNI CERTO DEI SINDACATI DI CARISPEZIA  CHE APPENA UN MESE FA HANNO FIRMATO UN ACCORDO CHE ORA RISCHIA DI ESSERE CANCELLATO, MA ANCHE E SOPRATTUTTO, ED E’ QUELLO CHE CI INTERESSA, AI DANNI DI TUTTI I LAVORATORI.

CI AUGURIAMO CHE TUTTI I SINDACATI, ALMENO PER UNA VOLTA UNITI, RESPINGANO AL MITTENTE UNA SIMILE PROPOSTA, CHE DIMOSTRA IN MODO INEQUIVOCABILE COME L’AZIENDA ED IL GRUPPO VOGLIANO SOLAMENTE AVERE MANO TOTALMENTE LIBERA, E CHE PER ARRIVARE A QUESTO NON GUARDINO IN FACCIA  A NESSUNO, NEPPURE AI SINDACATI  PIU’ “COLLABORATIVI”.

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NO A TAGLI NEGLI ORGANICI !

Negli incontri tra le delegazioni di Gruppo delle ultime due settimane, Cariparma ha espresso disponibilità ad accogliere tutte le domande di accesso al Fondo esuberi attivato il 23 giugno scorso.
Ha posto però alcune condizioni, che dovrebbero far recuperare al Gruppo una parte dei costi legati all’entrata di altri 331 lavoratori nel Fondo.

PER QUANTO RIGUARDA I LAVORATORI DI CARISPEZIA, NON VERREBBERO INTERESSATI DALL’ALLARGAMENTO DELL’ACCESSO AL FONDO, PERCHE’ GIA’ TUTTE LE 21 DOMANDE PRESENTATE SONO STATE ACCOLTE (anche se scaglionate fino alla fine del 2013),  MA SAREBBERO INVECE COINVOLTI NELLE EVENTUALI MISURE DI RISPARMIO.

Alcune delle proposte fatte dal Gruppo sono in linea di principio condivisibili, in quanto non ledono diritti dei lavoratori,  né tagliano le retribuzioni  in particolare:

  •  obbligo a usufruire delle ferie e delle festività soppresse entro l’anno di competenza
  • riduzione al minimo indispensabile dell’straordinario e utilizzo del monte di banca ore.

A QUESTE MISURE NON CI SIAMO OPPOSTI PREGIUDIZIALMENTE, rifiutando però l’eccesso di rigidità che si è verificato in questi mesi.

Altre misure ci sono sembrate invece inaccettabili, e comunque lesive di diritti garantiti da leggi e contratti, come l’abolizione delle indennità di mancato preavviso di trasferimento, o il riconoscimento dello straordinario solo a pacchetti di trenta minuti (niente pagamento fino alla mezz’ora completata, solo 30 minuti pagati fino a 59 minuti effettivi, e così via).

QUELLO CHE CI E’ APPARSO COME DEL TUTTO INGIUSTIFICATO E’ IL RIFIUTO OPPOSTO DAL GRUPPO A FALCRI UNISIN CHE, A FRONTE DELL’USCITA DI CENTINAIA DI LAVORATORI OLTRE GLI OBBIETTIVI E GLI ESUBERI PREVISTI DALLO STESSO GRUPPO E FISSATI NELL’ACCORDO 2 GIUGNO, E DI FRONTE ALL’OGGETTIVO AGGRAVIO DI CARICHI DI LAVORO DERIVANTI DALLA PIENA UTILIZZAZIONE DI FERIE, FESTIVITA’ SOPPRESSE E BANCA ORE, E DALLA RIDUZIONE DEGLI STRAORDINARI, HA CHIESTO UN PIENO REINTEGRO DI TUTTE LE USCITE CHE SUPERAVANO LE PREVISIONI DELL’ACCORDO.

IL GRUPPO HA INFATTI NON HA ESCLUSO DI EFFETTUARE ASSUNZIONI, MA HA DICHIARATO CHE SARANNO SICURAMENTE IN NUMERO MINORE ALLE USCITE ULTERIORI, PARLANDO IN MODO VAGO E CONTRADDITTORIO DI ULTERIORI “EFFICIENTAMENTI” (EUFEMISMO PER ESUBERI).

IN CONSIDERAZIONE DELLA GIA’ PESANTE SITUAZIONE DEGLI ORGANICI IN CARISPEZIA, DELLA SCADENZA DEI 12 INTERINALI A  FINE DICEMBRE E DELLE COMPLESSIVE 24 USCITE PREVISTE ENTRO IL PROSSIMO ANNO, RITENIAMO CHE LA RICHIESTA DI UN TURN OVER TOTALE SIA GIA’ UNA PROPOSTA MINIMALE ED INDISPENSABILE, E CHE, ALMENO PER QUANTO RIGUARDA CARISPEZIA, NON SI POSSA ASSOLUTAMENTE SCENDERE AL DI SOTTO DI QUESTA RICHIESTA.

 

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CHI FA DISINFORMAZIONE ???

 

PRIMA DI TUTTO I NUMERO VERI DELLO SCIOPERO

Cominciamo con i numeri reali dello sciopero del 5 novembre:

 

PER LA PRIMA VOLTA L’AZIENDA SI E’ RIFIUTATA DI DARCI I “SUOI” NUMERI, (INDOVINATE PERCHE’)  E QUINDI ABBIAMO FATTO UN GIRO DI TELEFONATE, NECESSARIAMENTE INCOMPLETO, DA CUI E’ RISULTATO UN NUMERO DI ADESIONI NON INFERIORE A 3- 4 VOLTE LA RIDICOLA CIFRA INDICATA DAI CONFEDERALI.
    Probabilmente il numero reale è un po’ più alto e, se si  considera il gran numero di colleghi in ferie più o meno forzate, risulta molto vicino a quello medio degli scioperi proclamati dalla Falcri.
    Il numero di filiali chiuse è privo di significato, perchè l’Azienda adesso considera aperte anche quelle dove è al lavoro solo il direttore.
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SCIOPERO: LARGHISSIMA ADESIONE

OLTRE OGNI PREVISIONE

LARGHISSIMA ADESIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO DEL 5 NOVEMBRE

LA MAGGIOR PARTE DELLE FILIALI O SONO RIMASTE CHIUSE, O HANNO DOVUTO RINUNCIARE A OFFRIRE GRAN PARTE DEI SERVIZI.

NOSTANTE TUTTO I LAVORATORI DI CARISPEZIA HANNO SAPUTO DARE UNA RISPOSTA FORTE E DECISA ALL’ARROGANZA DELL’AZIENDA.

IL RIFIUTO DI TRATTARE SU NUOVE ASSUNZIONI, DI FRONTE ALLE 24 USCITE PREVISTE ED ALLA FINE DEI CONTRATTI DEI 12 INTERINALI, LA CANCELLAZIONE DELL’INDENNITÀ DI MOBILITA’ E DI ALTRI DIRITTI PREVISTI DAI PRECEDENTI ACCORDI, LA POLITICA DI CHIUSURA VERSO LE PROBLEMATICHE DEI PART TIME, HANNO SPINTO MOLTISSIMI COLLEGHI AD ADERIRE ALLO SCIOPERO.

RIMANE IL FORTE RAMMARICO DI NON AVER POTUTO SEGUIRE UN PERCORSO UNITARIO E DEMOCRATICO  DI CONFRONTO CON I LAVORATORI.

PURTROPPO I SINDACATI CONFEDERALI SI SONO RIFIUTATI DI SOTTOPORRE LA BOZZA DI ACCORDO AL VOTO DI TUTTI I LAVORATORI, COME E’ PURE PREVISTO NEL CONTRATTO NAZIONALE CHE HANNO APPENA FIRMATO, E INVECE SI SONO CHIUSI IN  INCONTRI RISTRETTI RISERVATI AI LORO ISCRITTI, MOSTRANDO TUTTO IL LORO TIMORE PER UN CONFRONTO VERO E TRASPARENTE CON I LAVORATORI.

ORA CI ATTENDIAMO CHE L’AZIENDA PRENDA ATTO DEL DISAGIO PRESENTE IN CASSA E ASSUMA LE CONSEGUENTI E NECESSARIE DECISIONI.

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PERCORSI DI CARRIERA… ED ALTRE PIACEVOLEZZE…

SCIOPERARE IL 5 NOVEMBRE E’ UTILE, ANZI INDISPENSABILE

PER SALVARCI DALLA CANCELLAZIONE DI MOLTI PERCORSI DI CARRIERA E DA ALTRE PIACEVOLEZZE DI CARIPARMA

Da gennaio 2013, quindi tra poche settimane, si tornerà a parlare dei percorsi di carriera e, secondo l’accordo, questo avverrà solo a livello di Gruppo Cariparma.

Questo significa in poche parole che, senza una vasta mobilitazione, verranno adottati i percorsi di Cariparma, ossia:

  • niente progressione di carriera nei centri imprese e privati,
  • niente negli altri uffici interni,
  • niente passaggio a QD1 per gestori Premium e Privati e niente passaggio a A3L4, capouffcio, per gestori Famiglie nelle filiali sotto gli 8 addetti.

(continua…)

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…ma perchè non si è votato?

Avremmo molte cose da dire sul comunicato dei confederali, pieno di imprecisioni, errori e qualche falsità, ma ci limitiamo a porre di nuovo la nostra domanda principale che ancora non ha avuta alcuna risposta:

SE I CONFEDERALI PENSANO DI AVER FIRMATO IL MIGLIOR ACCORDO POSSIBILE, PERCHE’ NON SONO VENUTI IN ASSEMBLEA GENERALE A SOTTOPORLO AL VOTO DEI LAVORATORI?

PERCHE’ HANNO INVECE CONVOCATO SEPARATAMENTE SOLO I LORO ISCRITTI IN SALETTE FUORI MANO DA 30/40 POSTI,  DOVE PERALTRO NON RISULTA SI POTRA’ VOTARE?

E’ FORSE DA FANATICI ANTAGONISTI CHIEDERSI PERCHE’I CONFEDERALI HANNO PLATEALMENTE VIOLATO LE PIU’ ELEMENTARI NORME DELLA DEMOCRAZIA E DEL CONTRATTO NAZIONALE APPENA FIRMATO?

SONO DI CONSEGUENZA PERICOLOSI ANTAGONISTI ANCHE I SEGRETARI NAZIONALI DI TUTTI I SINDACATI BANCARI CHE HANNO PER LA PRIMA VOLTA INSERITO NEL CONTRATTO NAZIONALE L’IMPEGNO A SOTTOPORRE AL VOTO CERTIFICATO DELLE ASSEMBLEE I CONTRATTI NAZIONALI E DI SECONDO LIVELLO?!?!

SONO ALLORA PERICOLOSI E IMPENITENTI ANTAGONISTI ANCHE I SINDACATI CONFEDERALI DI INTESA CHE PROPRIO IN QUESTI GIORNI STANNO SOTTOPONENDO IL LORO ACCORDO LACRIME E SANGUE AL VOTO DELLE ASSEMBLEE?

Scommettiamo un dollaro contro un bottone che qualche sindacalista scaricherà la colpa del mancato voto sugli altri confederali.

MA I FATTI HANNO LA TESTA DURA, ED IL FATTO VERO ED INCONTROVERTIBILE E’ CHE, MENTRE IN CARIPARMA UN INTEGRATIVO CHE COMUNQUE DAVA QUALCOSA IN PIU’ AI LAVORATORI NON E’STATO FIRMATO DA ALCUNE SIGLE, INVECE  TUTTI I SINDACALI CONFEDERALI DI CARISPEZIA HANNO FIRMATO NEL GIRO DI DUE ORE E SENZA CONSULTARE NESSUNO,UN ACCORDO CHE LEDE PESANTEMENTE I DIRITTI DEI LAVORATORI DI CARISPEZIA.

IL RESTO SONO CHIACCHIERE E SI SA… LE CHIACCHIERE STANNO A  ZERO.

 

 

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MANTENERE L’INDENNITA’ DI MOBILITA’ E’ POSSIBILE !

MOLTI E OTTIMI I MOTIVI PER PARTECIPARE ALLO SCIOPERO DEL 5 NOVEMBRE


Si potrebbe pensare che la firma dell’accordo 11 ottobre da parte di alcuni sindacati escluda la possibilità di riottenere l’indennità di mobilità.
In realtà l’indennità di mobilità non è mai stata materia di accordi tra le parti.
Sia quando arrivò insieme all’ “armonizzazione” del gruppo Intesa, sia nel caso dei QD3 e QD4 in Cariparma e Carispezia. L’indennità è sempre stata CONCESSA UNILATERALMENTE  DALL’AZIENDA, CON LETTERA SEPARATA E FIRMATA SOLO DALLA DIREZIONE, PROBABILMENTE PER LA SUA NATURA DI RIMBORSO SPESE.

(continua…)

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